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Palazzo Nicola Grimaldi in Vico San luca 2, Genova, dove ha sede la Fondazione Labò. Edificato per volere di Rabella Grimaldi nel 1320, fu ricostruito nel 1332 dopo il riassetto dell’area tra San Siro e San Luca e la formazione della piazza di San Luca. Il palazzo, inserito nel quarto rollo (1614) quando è di proprietà di Nicola Grimaldi, fa parte della lista dei palazzi dei Rolli riconosciuti dall’UNESCO nel 2006 come Patrimonio dell’Umanità.

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Palazzo Nicola Grimaldi, affresco di Lazzaro Tavarone raffigurante Olindo e Sofronia.

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La Fondazione Mario e Giorgio Labò è stata costituita il 16 settembre 1983 con la finalità di svolgere attività di mediazione e animazione culturale sui temi della città e del territorio, facendo propria l’eredità culturale delle figure a cui è intitolata: Mario (1884-1961) autorevole interprete della cultura italiana con relazioni internazionali, e Giorgio (1919-1944) studente di architettura ed eroe della resistenza, catturato e fucilato nel marzo del ’44. La scelta di tali nomi è particolarmente significativa per la duplice valenza etica e disciplinare che hanno saputo testimoniare.

Mario Labò (1884-1961) ha rappresentato per Genova una delle personalità più rilevanti proprio nel campo delle ricerche sull’architettura e sulla città. Egli, infatti, ha esplicato un indimenticabile ruolo di promozione culturale risvegliando la memoria storica (si ricordano le monografie su G.B. Castello, C. Barabino, G. Alessi, L. Cambiaso, V. Castello, O. De Ferrari, P. Di Vaga), nonché‚ aprendo al dibattito internazionale (si pensi alle traduzioni del Giedion, Mumford e Pevsner o alle relazioni intrattenute con figure come Van de Velde e Aalto).

Giorgio Labò, figlio di Mario, colto dagli eventi bellici mentre era studente di architettura presso il Politecnico di Milano entra nella resistenza, diventa artificiere dei GAP, ed è catturato il primo febbraio del 1944. Viene sottoposto a tortura e fucilato il 7 marzo dello stesso anno. La sintesi dell’elemento culturale e dell’elemento etico-politico, così intensamente realizzati nella pur breve esperienza di Giorgio Labò, è degna d’essere commemorata in modo duraturo dalla Fondazione che anche al suo nome è dedicata e che nello svolgimento delle proprie attività istituzionali intende tener fede ad un vigile impegno affinché‚ le trasformazioni urbane siano sempre animate da una rigorosa verifica conoscitiva e da un esplicito fine eticamente connotato.

Con la sua costituzione si è inteso dare forma ad una struttura operativa in grado di sviluppare ricerche e servizi nell’intento di proporsi come reale cerniera tra il mondo della ricerca teorica e metodologica, rappresentato dall’Università, e il mondo della prassi che spesso offre stimoli, occasioni, soluzioni di grande interesse anche per la ricerca pura e che certamente non può non tener conto dei progressi, delle conoscenze e dell’aggiornamento realizzato e perseguito dalla istituzione universitaria.

L’iniziativa ha avuto vasta accoglienza fra i principali architetti operanti in Liguria e a Genova, che si sono fatti promotori della sua costituzione, insieme a studiosi e docenti, in particolare a storici uniti nella memoria alla figura di Mario e Giorgio Labò. Hanno manifestato attenzione ed interesse al progetto anche i principali enti pubblici operanti nel territorio ligure. Fanno parte della Fondazione: il Comune di Genova, l’Associazione Industriali della Provincia di Genova, (la Provincia di Genova) oggi Città Metropolitana di Genova.

Attraverso i propri lavori la Fondazione ha offerto e offre un contributo di riguardo non soltanto agli enti pubblici e privati che si avvalgano dei suoi studi e ricerche, ma anche ai giovani laureati che nei primi anni della loro vita professionale incontrano spesso gravi difficoltà. Anche per loro la Fondazione è stata creata, sì da consentire ai più meritevoli l’occasione di approfondire le conoscenze maturate nel corso di studi, confrontandosi con temi e problemi più direttamente correlati alla realtà urbana e regionale su cui si propongono di operare.
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